Un anno importante il 2007 per Luciano Andreoli, cominciato con la vittoria di una sua special alla Bike Expo di Padova di gennaio, la Project 8 per l’appunto, che ha dato la possibilità al bravo preparatore Bresciano di volare a Sturgis, ad agosto, in occasione dell’AMD il campionato mondiale dei customizer, per giocarsi il titolo con i migliori preparatori del momento. Unico tra gli Italiani a partecipare alla manifestazione per quest’anno.
Diciamo subito che Luciano non ce l’ha fatta a ripetere l’exploit di Padova, sta di fatto però che la sua moto, piazzatasi al 30° posto su 70 preparatori, era tra le poche che funzionavano realmente, particolare sicuramente non trascurabile per chi, come lui, considera fondamentale il rapporto tra preparatore e cliente finale. Se avete l’occhio smaliziato e abbastanza lungo non vi sarà passato inosservato un particolare importante, guardando il reportage fotografico che abbiamo pubblicato, cioè che le prime due classificate avevano delle ruote con dei raggi da bicicletta.
Detto questo, ormai è andata, Luciano ha imparato la lezione, soprattutto è tornato “massiccio ed incazzato”, con l’adrenalina alle stelle. Non ci stupiremmo affatto se l’anno prossimo ritrovassimo il preparatore di Rovato nuovamente al ceck-in per l’edizione 2008. Glielo lo auguriamo di cuore, chissà magari in compagnia di altri bravi preparatori Italiani, che non hanno nulla da invidiare a quelli d’oltre oceano.

Testo: Corrado


ANDREOLI MOTORCYCLES - Via Salvella, 24 Rovato (BS)
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RdT: Bentornato Luciano, raccontaci prima di tutto come è andata la trasferta a Sturgis in occasione dell’AMD World Championship of Custom Bike Building.

Andreoli: Abbastanza bene la moto si è classificata nella trentesima posizione.

RdT: Qual è il clima che si respira in una manifestazione del genere tra tutti gli addetti ai lavori, leggi customizer?

Andreoli: Mah, mi sono trovato un po’ isolato essendo l’unico Italiano.

RdT: Andreoli oramai fa più notizia quando non vince anziché che il contrario, come ti sono sembrate le moto che si sono aggiudicate i tre gradini più alti del podio?

Andreoli: Molto belle ma purtroppo non funzionanti.

RdT: Cosa ritieni possa mancare ai builder americani rispetto a quelli di casa nostra? Naturalmente la domanda può essere letta anche al contrario, vedi tu.

Andreoli: Non manca nulla ad entrambi.

RdT: Due Giapponesi tra i primi tre classificati, come leggi questo risultato?

Andreoli: Semplice, i votanti erano le persone del pubblico di cui la maggioranza Giapponese.

RdT: Esiste davvero quel divario tra il nuovo continente e la vecchia Europa in fatto di motociclette speciali?

Andreoli: No assolutamente

RdT: Qual è stata la cosa che più ti ha colpito di questa importante manifestazione, sia in senso positivo che in quello negativo?

Andreoli: Che i motociclisti sono veri motociclisti e non casinisti.

RdT: Se domani ti chiedessero di ripartire per Sturgis, fatta tesoro l’esperienza appena conclusasi, cosa modificheresti della tua performance?

Andreoli: Tutto.

RdT: Quali sono le caratteristiche imprescindibili che una moto deve avere o mantenere?

Andreoli: Che le moto possono andare su strada.

RdT: Secondo te le moto viste al contest avevano questa peculiarità, o alcune erano solo esercizi di stile, difficili da poter vedere girare in strada?

Andreoli: Il 95% erano da expo.

RdT: Fino a qualche anno fa la tua officina misurava in tutto 60mq, ora sei annoverato tra i migliori preparatori in circolazione, non dimentichiamoci che l’AMD è il campionato mondiale dei preparatori, se te lo avessero detto allora cosa avresti risposto?

Andreoli: Era una cosa impossibile.

RdT: Una qualità che intendi riconoscere a Luciano Andreoli?

Andreoli: Sono i miei clienti che devono rispondere.

RdT: Qual è il preparatore che ammiri di più in assoluto e dal quale ti faresti costruire una special?

Andreoli: Jesse James.

RdT: Tecnicamente cosa ti ha insegnato questa trasferta americana?

Andreoli: Nulla

RdT: Sempre che si possa svelare, so che hai in cantiere un progetto molto ambizioso, che sorpresa ci stai preparando?

Andreoli: Ti saprò dire qualcosa a Gennaio

RdT: In Italia ci sono dei bravissimi e validi preparatori, nonché ditte tecnologicamente molto avanzate in fatto di progettazione e produzione di accessoristica after market, in contrasto abbiamo una burocrazia riguardo alle omologazioni a dir poco vergognosa, vedi spiragli di miglioramento o c’è solo da mettersi a piangere per il futuro?

Andreoli: La cosa più semplice è aggirare il problema, legalmente s'intende!

RdT: Pensi che ci possa essere ancora un’evoluzione del settore Custom in Italia e le kit bike possono ritagliarsene un cospicuo spazio?

Andreoli: Si, naturalmente.

RdT: La tua carriera è di tutto rispetto, c’è qualcuno in particolare che ti senti, o che vuoi poter ringraziare?

Andreoli: Si, mia moglie Lidia.

RdT

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