Scheda Tecnica

Punto e a capo

Project 17 by Luciano Andreoli

18 gennaio 2008 

 

L’aria è di chi ne ha combinata un’altra, quasi a scusarsi. Luciano è fatto così, l’idiosincrasia ai riflettori ed il carattere schivo ma tenace sembrano renderlo ancora più vulnerabile. E' così che lo vediamo mentre tra il francese Dubet ed il Tedesco Kodlin riceve il premio più ambito da tutti: primo posto nel contest di Freeway e terzo nella tappa italiana dell’AMD Americano, una sorta di mondiale per customizer. 

Capita così di entrare nella sua officina la sera prima del gran debutto per la 14° Bike Expo e trovare lui ed il suo fido braccio destro Stefano con l’avantreno della moto ancora completamente smontato. Ed ecco che in meno di mezz’oretta la fisionomia dell’attacco del manubrio cambia radicalmente volto. Che volete farci, Andreoli è fatto così, prendere o lasciare.

Con questa moto Luciano ha voluto esplorare nuove vie, la forcella anteriore è completamente artigianale, ricavata dal pieno, ha preso forma dopo essere stata realizzata con una "dima" di cartone, proprio come un carta modello di sartoria.

Poco di questa moto proviene da catalogo, giusto il motore un S&S 1600 cc, il cambio della Rev Tech a 4 rapporti e la frizione Barnett, il resto è artigianato puro, picchiato e battuto tutto completamente a mano, perfino il fanalino anteriore, simile ad un faretto, è stato ricavato da un pezzo d’alluminio e poi modellato sotto una pressettina.

Il serbatoio è formato da due pezzi dall’elegante forma concava e fissato al telaio con due galletti a vista, stile retrò.

La parte frenante della moto è originale ed inconsueta. Sull’anteriore la pinza morde il disco con un solo pistoncino, mentre sul retro un freno denominato a 360° si occupa di arrestare la moto in spazi brevi. Il pedale del freno è mantenuto sulla destra e vi è l’adozione di un ripartitore di frenata regolabile.

La primaria è scoperta e rigorosamente a catena, dall'inedita lubrificazione: un tubicino di rame convoglia l’olio in esubero dal motore su di essa per mantenerla costantemente lubrificata.

Il telaio è artigianale Andreoli e all'interno dei suoi tubi è ricavato il serbatoio dell’olio. Due, ma proprio due, parole sulla verniciatura eseguita dal mago del pinstriping che risponde al nome di Ettore “Captain Blaster” Callegaro.

Il manubrio costruito da Luciano è assolutamente minimalista, nessun fronzolo e nessun antiestetico leveraggio.

Nemmeno il tempo di rifiatare ed è quasi ora di Mainz al Custom Chrome Contest in terra Germanica, anche qui sarà lui a rappresentare l’Italia nel gotha dei customizer che contano, cercando di strappare un altro biglietto per la finale di Sturgis in programma ad agosto negli USA. 

 

Testo e foto : Corrado



Up