
Il cerchio
si chiude, la trilogia dei progetti firmati Luciano Andreoli ha trovato la sua naturale
evoluzione, dopo i brillanti risultati ottenuti con la
Project 8 nel 2007 che lo proiettò nella Disneyland
del custom più estremo quale il palcoscenico di Sturgis negli U.S.A.
Successo poi ripetuto,
anche se ad altre latitudini con la
Project 17, dall’avveniristica quanto originale forcella anteriore.
Il 2009 porta ancora il preparatore Bresciano a cimentarsi con un’altra concept bike che per l’80% è realizzata a mano,
piegando i tubi del telaio, con non poca fatica visto che Andreoli non possiede un banco dima e realizzando tutta la
carrozzeria e le parti in metallo che la compongono.
A prima vista la cosa che salta subito all’occhio è l’architettura del telaio, disegnato e realizzato intorno al motore
come un abito di sartoria che ne segue ed accentua le linee principali.
Estremamente bassa e grintosa, l’impostazione di guida è da dragster, forse non sarà il massimo della vita in fatto di
guidabilità sulle lunghe distanze, ma in questo tipo di realizzazioni non è il confort la peculiarità che si deve ricercare.
Molto, come dicevamo, è stato realizzato completamente a mano da Luciano Andreoli: telaio, parafanghi, serbatoio, scarichi
e persino il tank dell’olio; qui da catalogo trovate ben poco, giusto il motore, cambio e ruote, nulla di più.
Minimalista a palla la parte del manubrio, una sola piastra, mezzi manubri e comandi spartani e di indirizzo e sportivo.
Forcelle Ohlins modificate ed accorciate da Andreoli, imponente il grande freno a tamburo sull’anteriore di provenienza
molto vintage, ai suoi tempi faceva bella mostra su una Yamaha del 1960. Posteriormente invece si è preferito optare per
una soluzione High Tech, con un disco montato direttamente sul cambio, arrestato da una pinza monopistone.
Bello il particolare sul cerchio posteriore orfano di freno, Andreoli ha realizzato un mini tamburo, che ha funzioni
esclusivamente di estetica.
Come sempre un ruolo importante nelle realizzazioni di Andreoli lo recita la verniciatura, affidata anche per questo giro
ad Ettore Captain Blaster, che ha stupito tutti con questo luminoso giallo lemon, impreziosito dal pinstriping sul serbatoio
e carena posteriore.
Il debutto della 22 è avvenuto al Motor Bike Expo di Verona e c’è mancato poco che Andreoli facesse il colpaccio, in bilico
fino all’ultimo per la vittoria nel contest dell’A.M.D. a fine mese sarà presentata anche al Dealer Show della Custom Chrome
a Mainz e chissà se il più sfrenato made in Italy sarà in grado di far sciogliere gli impassibili giudici tedeschi.
Testo e foto: Corrado